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Tutto sulla zanzara tigre: origine, caratteristiche, pericoli

Origine e diffusione della zanzara tigre

La zanzara tigre, nota scientificamente come Aedes albopictus, è originaria delle foreste tropicali del sud-est asiatico. Negli ultimi decenni, si è diffusa a livello globale principalmente attraverso il trasporto accidentale delle sue uova, spesso tramite il commercio di pneumatici usati e piante ornamentali come il “Lucky bamboo” (Dracaena sanderiana).

In Italia, la sua presenza è stata registrata per la prima volta nel 1990 a Genova, in un deposito di pneumatici usati importati dagli Stati Uniti. Da allora, la zanzara tigre si è diffusa in gran parte del territorio nazionale, adattandosi efficacemente agli ambienti urbani.

Caratteristiche distintive della zanzara tigre

A differenza della zanzara comune (Culex pipiens), la zanzara tigre è attiva principalmente durante le ore diurne, con picchi di attività nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio. È considerata una specie molto aggressiva nei confronti dell’uomo e si riproduce in piccole raccolte d’acqua stagnante, come sottovasi, secchi e grondaie ostruite. ​

Caratteristiche fisiche della zanzara tigre

La zanzara tigre si distingue dalle altre specie per il suo aspetto caratteristico. Le principali peculiarità includono:

  • Colore: corpo nero con striature bianche su addome, zampe e capo.
  • Dimensioni: circa 5-10 mm di lunghezza.
  • Ali: trasparenti e leggermente più corte rispetto al corpo.
  • Proboscide: sottile e affilata, per pungere la pelle e succhiare il sangue.

Zanzara tigre vs. altre specie di zanzare

Ecco alcune differenze principali tra la zanzara tigre e la zanzara comune:

Caratteristica Zanzara tigre (Aedes albopictus) Zanzara comune (Culex pipiens)
Colore Nero con strisce bianche Marrone uniforme
Ore di attività Giorno e sera Prevalentemente di notte
Habitat preferito Aree urbane con acqua stagnante Zone umide e paludose
Pericolosità Può trasmettere malattie virali Meno pericolosa per l’uomo

Habitat e diffusione

L’Aedes albopictus è estremamente adattabile e può vivere in ambienti urbani e rurali. La sua capacità di sopravvivere anche in climi temperati le ha permesso di diffondersi in tutta Europa, inclusa l’Italia.

In genere predilige:

  • Acque stagnanti: piccole raccolte come sottovasi, tombini e grondaie.
  • Zone urbane: giardini, parchi e terrazzi con vegetazione abbondante.

Aree umide e calde: dove le temperature favoriscono la sua riproduzione

I pericoli legati alla zanzara tigre

Oltre al fastidio delle punture, la zanzara tigre è vettore di numerose malattie virali, note come arbovirus, che possono rappresentare gravi rischi per la salute umana. Tra queste:​

  • Dengue: si manifesta con febbre alta, forti dolori muscolari e articolari, mal di testa, nausea e rash cutaneo. ​
  • Chikungunya: caratterizzata da febbre improvvisa, intensi dolori articolari e muscolari, mal di testa, nausea e rash cutaneo.
  • Febbre gialla: una malattia virale acuta che può causare febbre, brividi, perdita di appetito, nausea, dolori muscolari e, in casi gravi, insufficienza epatica e renale.​
  • Encefaliti virali: infezioni del sistema nervoso centrale che possono portare a infiammazione del cervello, con sintomi che variano da lievi a gravi, inclusi febbre, confusione, convulsioni e, in alcuni casi, coma.​

È importante notare che non tutte le zanzare tigre sono portatrici di questi virus. La loro presenza aumenta però il rischio di trasmissione, soprattutto in aree dove queste malattie sono endemiche.​

Come riconoscere i sintomi delle malattie

La diagnosi precoce delle malattie trasmesse dalla zanzara tigre è essenziale per un trattamento efficace.

Ecco una panoramica dei sintomi associati alle principali infezioni:

  • Dengue: dopo un periodo di incubazione di 5-6 giorni, si manifesta con febbre alta, mal di testa acuto, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e articolari, nausea, vomito e rash cutaneo che può comparire dopo 3-4 giorni dall’inizio della febbre. ​
  • Chikungunya: i sintomi compaiono dopo 3-12 giorni dalla puntura infetta e includono febbre alta improvvisa, forti dolori articolari e muscolari, mal di testa, nausea, affaticamento e rash cutaneo. I dolori articolari possono essere debilitanti e durare per settimane o mesi. ​
  • Febbre gialla: i sintomi iniziali comprendono febbre, brividi, perdita di appetito, nausea, dolori muscolari, soprattutto alla schiena, e mal di testa. In alcuni casi, la malattia può progredire verso forme più gravi con ittero, emorragie e insufficienza d’organo.​
  • Encefaliti virali: i sintomi variano a seconda del virus specifico, ma possono includere febbre, mal di testa, confusione, convulsioni e debolezza muscolare.​

In presenza di questi sintomi, soprattutto dopo una puntura di zanzara in aree a rischio, è essenziale consultare immediatamente un medico.​

Prevenire e curare le punture della zanzara tigre

La prevenzione è la strategia efficace per ridurre il rischio di punture e delle relative malattie. Di seguito alcuni consigli utili:​

Utilizzo di repellenti cutanei: applicare prodotti repellenti sulle parti del corpo esposte può offrire una protezione efficace. Zig Zag offre una gamma di repellenti antizanzare sia spray che lozioni no gas, oppure in forma di salviette. Senza tralasciare, ovviamente, la linea Baby Junior e Pelli Sensibili, ideale anche per i neonati.

Protezione degli ambienti interni: utilizzare zanzariere alle finestre e porte, e dispositivi elettrici come diffusori di insetticida o lampade UV per ridurre la presenza di zanzare all’interno delle abitazioni.

Perché alcune persone vengono punte più di altre?

Le zanzare tigre non pungono tutte le persone allo stesso modo. Sono infatti attratte da specifici fattori individuali, tra cui:

  • Anidride carbonica (CO₂): percepiscono la CO₂ emessa con il respiro e si dirigono verso chi ne rilascia di più.

  • Odori corporei: il sudore e composti chimici come acido lattico e ammoniaca possono renderci più attraenti per le zanzare.

  • Temperatura corporea: le zanzare tigre tendono a pungere le aree più calde del corpo.

  • Gruppo sanguigno: alcuni studi indicano che le persone con determinati gruppi sanguigni (ad esempio, il gruppo 0) potrebbero essere più soggette alle punture, anche se le evidenze non sono ancora definitive.

Rimedi naturali contro la zanzara tigre: strategie efficaci e sicure

Oli essenziali repellenti

Gli oli essenziali sono tra i rimedi popolari più noti per tenere lontane le zanzare. Alcune essenze particolarmente efficaci sono:

  • Citronella: il suo odore disturba le zanzare e rende loro più difficile individuare le persone. Può essere utilizzata in candele, spray o diffusori.
  • Lavanda: ha un aroma piacevole per gli esseri umani ma sgradito alle zanzare. Puoi applicare l’olio direttamente sulla pelle diluito con un olio vettore (come olio di cocco o mandorla).
  • Tea tree oil: oltre ad avere qualità repellenti, presenta proprietà antisettiche che riducono il gonfiore e il prurito delle punture.

Come usarli?

  • Aggiungi qualche goccia di olio essenziale in un diffusore per ambienti.
  • Prepara uno spray naturale mescolando 10 gocce di olio essenziale con 100 ml di acqua e un cucchiaino di alcool.
  • Applica una piccola quantità sulla pelle (sempre diluito in un olio vettore) per protezione personale.

Piante repellenti contro la zanzara tigre

  • Geranio: produce un odore sgradito alle zanzare e può essere coltivato in vasi sul terrazzo o sul davanzale.
  • Basilico: oltre a essere una pianta aromatica utile in cucina, presenta naturali proprietà repellenti.
  • Menta: il suo profumo intenso infastidisce le zanzare e può essere usata anche per preparare spray fai-da-te.
  • Citronella: una delle piante più efficaci contro le zanzare, perfetta per giardini e balconi.
  • Rosmarino: il suo aroma è sgradito agli insetti e può essere utilizzato anche bruciando qualche rametto per creare una barriera olfattiva.

Trappola fai-da-te per catturare le zanzare tigre con acqua zuccherata e lievito

Le trappole artigianali possono essere un modo efficace per ridurre la presenza delle zanzare. Questa, nello specifico, sfrutta l’attrazione delle zanzare per l’anidride carbonica prodotta dal lievito.

Materiali necessari:

  • 1 bottiglia di plastica
  • 200 ml di acqua
  • 50 g di zucchero
  • 1 grammo di lievito di birra

Come prepararla

  1. Taglia una bottiglia di plastica a metà.
  2. Sciogli lo zucchero nell’acqua tiepida e versalo nella parte inferiore della bottiglia.
  3. Aggiungi il lievito (senza mescolare).
  4. Capovolgi la parte superiore della bottiglia e inseriscila come un imbuto nella parte inferiore.
  5. Posiziona la trappola in un angolo buio e umido del giardino o del balcone. Le zanzare vengono attratte dall’anidride carbonica prodotta dal lievito e rimangono intrappolate nella bottiglia.

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